17.8.13

Relax & Restart - The Fire Starter Sessions

Continua la nostra serie di post estivi dedicati a libri, tips & tricks per ordinare le idee che ci frullano in testa, dare forma a quelle appena abbozzate nel corso dell’anno ma messe da parte per mancanza di tempo e ripartire a settembre pronti come mai prima. Oggi si parla di The Fire Starter Sessions.

Si tratta di un libro di oltre 300 pagine, pieno zeppe di storie, testimonianze, riflessioni e suggerimenti pratici per fare piazza pulita di tutti i dubbi e le incertezze accumulate nei mesi passati e riaccendere la fiducia nei nostri talenti e la passione in quello che facciamo. 

Non fate finta che la cosa non vi riguardi, bando all'imbarazzo e alle occhiate furtive: ritrovarsi di tanto in tanto con il fiato corto, le idee poco chiare, e la fiducia nel futuro ridotta al lumicino capita a tutti prima o poi e più spesso di quanto ci piace credere. Per quale ragione pensate che abbiano inventato le ferie? Proprio per ripararsi nel sicuro della nostra tana preferita, tirare un bel respiro e ripartire con le idee più chiare e i motori più ruggenti che mai.

Il libro è in inglese e il linguaggio è quello di una business coach americana: siamo bel lontani dai livelli deliranti di quel tipo di manuali dove la quantità di punti esclamativi metterebbe in imbarazzo persino la più melodrammatica e sdolcinata delle liceali ma in alcuni punti potrebbe capitare di ritrovarvi da soli in un'isola deserta circondati da un mare di ottimismo yankee. Bene, vi suggeriamo di resistere e andare oltre le apparenze perché, molto semplicemente, il libro funziona.

A partire dalla suddivisione in sessioni -non in capitoli, perché qui non si sta parlando di un trattato psicologico ma di un manuale di istruzioni- ognuna dedicata a un aspetto particolare del nostro lavoro (desiderio, fallimento, pianificazione, denaro e molti altri) e dagli esercizi pratici e utilissimi che li concludono, che non possiamo che consigliarvi di fare, tassativamente. In fondo carta e matite le avete già messe in borsa, lo sappiamo. Che vi costa provare?

12.8.13

Relax & Restart - Torniamo sul disegnino che chiarisce le idee


Nella nostra serie di post dedicati agli strumenti per approfittare dell'estate e mettere ordine tra idee e progetti che frullano per la testa, ripubblichiamo la recensione scritta da uno dei nostri coworker (Massimo Potì, per la precisione) di "The Back of the Napkin" uno dei libri di Dan Roan più utili e meglio scritti per imparare a chiarirsi le idee con il solo aiuto di un foglio e di un pennarello.

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Gli americani hanno due miti quando si tratta di business: il garage e il tovagliolo, o meglio il disegnino fatto sul tovagliolo durante un pranzo di lavoro. Il garage lo conosciamo tutti perché tutti o quasi i giganti dell'informatica sono nati in un garage o in una variante sul tema (putrido sottoscala, maleodorante mansarda, asfissiante monolocale). Il disegnino sul tovagliolo invece lo conoscono meno persone, eppure basta sfogliare una biografia qualsiasi di uno dei tanti tycoon americani, non necessariamente contemporanei, e prima o poi comparirà l'aneddoto di come quell'idea rivoluzionaria è nata da uno schizzo buttato giù su un tovagliolo in un coffee shop (o nella suddetta putrida mansarda).

E la cosa bella, ci spiega Dan Roam, l'autore del libro, è che c'è del vero in questi miti, perché un disegno ben fatto, che non vuol dire disegnato da grafici professionisti ma solo ben progettato, aiuta a semplificare problemi apparentemente complessi e rende visibili soluzioni alle quali non saremmo mai arrivati attraverso la lettura di report su un report di 200 pagine pieno di istogrammi e simili. Il segreto sta tutto nell'imparare a sfruttare le nostre innate capacità di visualizzazione rispolverando la libertà con cui prendevamo una matita in mano quando frequentavamo la scuola materna e applicare il metodo suggerito da Dan Roam per rispondere visivamente alla domanda che ci siamo posti all'inizio e viaggiare sicuri verso il successo.

Lo ammetto: con me Dan Roam sfonda una porta aperta. Fin dal liceo sono sempre stato affascinato dalle visualizzazioni e mentre gli altri riempivano pagine e pagine di appunti fitti fitti, io elaboravo complicatissimi sistemi solari e diagrammi di flusso (sarà stato per questo che nessuno mi chiedeva gli appunti?). Eppure questo libro mi ha presentato un metodo semplice e soprattutto efficace e, credetemi, anche i più scettici (anzi soprattutto loro) saranno incuriositi e si troveranno quasi senza volerlo a interrompere di tanto in tanto la lettura e scarabocchiare qualcosa sulla loro azienda sul primo foglio di carta che trovano.

Il libro, come tutti i manuali americani, è scritto in modo scorrevole e riesce a trasmettere concetti anche di una certa complessità in modo semplice e sempre sempre sempre comprensibile. E soprattutto, fornisce un metodo facile da memorizzare per applicare il metodo presentato alla vita lavorativa di tutti i giorni: ponetevi una domanda seguendo la griglia suggerita nel libro e la sola visualizzazione del problema in termini visivi renderà evidenti cose prima invisibili o quasi, e magari farà scaturire punti di vista inediti e soprattutto soluzioni impreviste.


Massimo Potì

9.8.13

Relax & Restart - Il disegno per chiarirsi le idee


L'estate è uno di quei momenti dell'anno in cui si tirano i remi in barca e, al riparo da scadenze impossibili e riunioni cui nessuno vuole partecipare, facciamo una prima valutazione del lavoro fatto e mettiamo ordine tra idee, pensieri e sensazioni accumulate nei mesi appena trascorsi per decidere quale direzione prendere nei mesi a venire. 

Non è sempre facile mettere ordine tra idee e sensazioni eppure la soluzione può stare tutta in uno schema semplice semplice, di quelli disegnati sulla seconda di copertina di una rivista o su un tovagliolo. Possiamo chiamarlo diagramma, schema, mappa mentale o possiamo farla semplice e chiamarlo disegnino: l'importante è che ci aiuti a chiarirci le idee e a definire un obiettivo.

A questo proposito vi consigliamo di leggere quello che dice Joe Ringenberg in un articolo dedicato proprio al potere degli schemi: il suo suggerimento è aggredire il foglio bianco scrivendo in ordine sparso, così come vengono, tutte le idee che ci frullano per la testa riassunte in una parola chiave.

Non bisogna essere artisti e non bisogna avere le idee chiare. Anzi, più si è confusi più divertente e gratificante sarà passare alla fase successiva, quella in cui troviamo somiglianze, nessi causali, collegamenti tra i concetti che avevamo buttato giù quasi per caso: una freccia, un tratto di penna, e il gioco è fatto. Da lì passare alla fase successiva è cosa di un attimo: prendiamo un altro foglio (o un altro tovagliolo) e proviamo a ridisegnare il nostro disegno in maniera più ordinata, alla luce delle connessioni venute fuori nel passaggio precedente. Possiamo scommetterci quello che volete: alla fine di questo processo avrete le idee più chiare. Garantito!