Ormai si tratta di un appuntamento imperdibile per gli addetti ai lavori ma anche per chi ha sentito parlare di Big Data e vuole saperne di più: stiamo parlando della conferenza conclusiva di BIG DIVE, il corso full-immersion dedicato alla formazione di informatici specializzati per lavorare al meglio con i big data, che torna in Toolbox Coworkingvenerdì 21 giugno.
L'evento è aperto a tutti, informatici iper specializzati e curiosi che nulla sanno di programmazione, e ha un doppio obiettivo: avvicinare al mondo dei Big Data e presentare una selezione delle startup italiane attive in questo settore. Dopo i saluti di benvenuto si inizia con l'intervento introduttivo di Fabrizio Antonelli, Direttore del Semantics & Knowledge Innovation Lab di Telecom Italia, e si prosegue con le presentazione delle start up invitate a raccontare la loro storia: ci sarà Blogmeter, Alessandro Piglia di Kairos3D (che abbiamo l'onore di avere tra i nostri coworker), Antonino Famulari di Pan Pan, Francesco Portoso di Seekango, ed infine Emanuela Zaccone di Monitoring.
BIG Data & Start up
Venerdì 21 giugno, dalle 10:00 alle 13:30
Toolbox Coworking - via Agostino da Montefeltro, 2 - Torino
All'inizio li circondava un'aura di mistero e non mancava chi li guardava con un misto di curiosità e soggezione: ma chi saranno mai questi tipi che passano il giorno davanti al computer con un joypad?! developer di videogame al lavoro sul prossimo successo della EA, Beta tester di una nuova (e segretissima) interfaccia uomo-macchina o semplici fannulloni? Poi, complici i caffè della macchinetta e le numerose pause pranzo passate insieme agli altri coworker a spignattare nella cucina di Toolbox , il ghiaccio si è sciolto. E abbiamo conosciutoKairos3D.
Il lavoro di Kairos3D consiste nella realizzazione di spazi 3D accessibili con gli stessi strumenti del videogame (ecco spiegati i joypad!) per finalità non ludiche ma lavorative e/o formative. Esistono ambienti di lavoro molto complessi (pieni di tasti, bottoni e diagrammi di flusso, per intendersi) per i quali le vie classiche della formazione del personale non sono molto utili. E allora perché non ricostruire quegli ambienti in 3D e organizzare delle vere e proprie simulazioni al servizio della formazione del personale? In fondo, proprio grazie ai videogame, tutti o quasi sanno come funziona un joypad e l'ambiente virtuale permette di sbagliare senza ripercussioni sulla funzionalità dei macchinari reali. Dietro Kairos3D i talenti creativi di Giuseppe Accardi, Riccardo Corsi e Luca Vezzadini.
Kairos3D fa anche progetti molto più semplici ma non per questo meno delicati come la costruzione di un modello interamente navigabile di spazi ancora in costruzione (l'ideale per convincere gli investitori più riottosi!), come il caso di CampusX, il nuovo quartiere studentesco all'americana per le Università degli Studi di Roma Tor Vergata. E ora, le tre domande d'ordinanza che abbiamo rivolto ai tre Kairos3D presenti in Toolbox, Luca Vezzadini, Elena Gianaria e Riccardo Corsi (li vedete nella foto)!
Come hai conosciuto Toolbox?Ho trovato Toolbox con una banalissima ricerca su Google! Avevamo la necessità di trovare una sede nuova in tempi brevi e dato il tipo di lavoro che facciamo volevamo un ambiente fresco e giovane, oltre che bello e ben attrezzato. Ho lanciato una ricerca quindi per i centri uffici, poco convinto di trovare qualcosa di interessante (i soliti uffici seriosi non ci attirano molto...). E il sito di Toolbox mi ha subito incuriosito: il posto sembrava decisamente diverso dal solito e in linea con quello che cercavamo.
Qual è l'aspetto che ti piace di più del lavorare in Toolbox?L'ambiente in cui siamo inseriti. Sia per il luogo fisico - spazi belli e luminosi, arredamento semplice ma molto piacevole, aree comuni molto ampie e accoglienti - sia per le altre realtà che vi lavorano (in gran parte persone giovani e in settori innovativi).
Per te coworking significa... Open space! Ho subito associato il termine coworking al concetto di open space e onestamente all'inizio la cosa mi preoccupava. Per esperienza gli open space possono ridurre di molto la concentrazione in lavori come il nostro e questo aspetto avrebbe potuto essere un serio ostacolo. La cosa strana invece è che la zona open-space di Toolbox è più tranquilla e silenziosa di qualunque ufficio abbia frequentato! Quando entri nella zona vetrata ti sale in modo automatico una specie di soggezione che ti porta a parlare sottovoce, anche quando sei praticamente da solo! Risultato: lo spazio di lavoro, pur contando molte persone, risulta davvero tranquillo. E allora oggi coworking è sia un luogo adatto al lavoro, sia l'occasione per incontrare le altre persone che condividono quello spazio, organizzare una pizza assieme, scoprire potenziali sinergie con le loro società.