11.7.13

Design The [R]Evolution: viaggio nel futuro che c'è già

L'estate che avanza imperterrita non ha impedito a un centinaio di persone di venire a trovarci martedì scorso per partecipare a Design the [r]Evolution, l'aperitivo con Andrea Graziano, esploratore da sempre dei territori di confine tra digital fabrication, synthetic biology, robotica e biocomputing, dedicato alla scoperta di un mondo che ha già inserito la stampa digitale di oggetti, persino di parti del corpo umano, nei propri flussi produttivi.
Dal momento che si parlava di futuro fatto di remix di saperi e conoscenze non ci andava di riproporre per l'ennesima volta la scenografia da conferenza (nonché da scuola elementare), tutti seduti e ben allineati ad ascoltare il maestro/guru/sapiente di turno, e abbiamo deciso che sedie e divani sarebbero stati autogestiti dal pubblico.

Il risultato è stato inaspettato, curioso, bello in modo nuovo, certamente in linea con lo spirito della serata: chi si sedeva sul divano magari dopo aver concordato con lo sconosciuto appena seduto, aggregati di sedie, qualcuno a terra ma dove meno te l'aspetti.
E la serata è stata una di quelle che non si dimenticano tanto facilmente: informata e illuminante, ricca di spunti, una fonte praticamente inesauribile di prospettive tutte da approfondire una volta tornati a casa, una panoramica avvincente sul futuro prossimo venturo, al punto che i novanta minuti di intervento di Andrea non sono bastati per rispondere alle domande e agli stimoli che provenivano dal pubblico, che ha tenuto Andrea bloccato (e lontano dall'aperitivo) per quasi un'altra ora a evento finito.

Se l'aperitivo dell'altro ieri vi ha spalancato le porte di un vero e proprio universo e non volete saperne di chiuderle e tornare ai sicuri orizzonti di prima, potete seguire Andrea Graziano su http://about.me/digitag oppure, come lui stesso ci suggerisce, dare un'occhiata al sito Co-De-It, un'interessantissima raccolta di strumenti e contenuti perfetti per cancellare quei confini tra saperi che non servono a nulla e imparare ad esplorare le nuove terre di mezzo, quelle della conoscenza.